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LA BIBLIOTECA DI BABELE
non rido con voi ma di voi
 | | Aspetto: classico taglio mixture di colore molto scuro, con venature che vanno dal mogano al nero petrolio. Pastoso e oleoso. Correttamente umidificato, né troppo, né poco, abbastanza per una combustione regolare. Contenuto dichiarato: virginia e latakia. Di altissima qualità, come sempre in casa Gawith. Profumazione a crudo: molto intensa. La prima cosa che salta all’olfatto, dopo aver svolto la carta oleosa che avvolge il preparato, è la massiccia profumazione di incenso; qualche fiutata e si avverte un contorno zuccherino molto invitante, sentori di affumicato e torba. Tutte sensazioni che denotano la massiccia presenza di latakia o uno sfondo corale di virginia scuri e steam cured che preludono ad un tripudio di sensazioni. Caricamento: niente di più facile. Vista la giusta umidità è consigliata una pressione standard, di modo che non sia né troppo faticoso il tiraggio né troppo veloce e piatta la fumata. Accensione: al volo. Breve contatto della fiamma con la miscela, lieve pressione con pigino, nuovo contatto con la fiamma e si è investiti da una vera cannonata latatika e zuccherina. Un orgasmo. Giudizio: miscela superba. Questo è l’aggettivo adatto. In fumata non soltanto mantiene le promesse fatte sniffando a crudo, ma le supera. Tabacco “strutturato”, intenso, robusto, corposo, riempie la bocca, il palato e le narici con i suoi puffs bianco grigio acciaio. Stordisce tanto è buono e complesso. Qui si che si può parlare di evoluzione. Dapprima prevale l’incenso, con un sottofondo zuccherino e alcolico, di vino rosso leggero: sottofondo discreto ma tutt’altro che trascurabile, giacché è quello che poi mette in risalto l’aroma caratteristico del latakia, e ne conferisce forza. A metà si aggiungono sentori di legno affumicato e torba: la miscela diventa più complessa, ma tutto è chiaramente distinguibile con un po’ di attenzione. Sorge spontaneo il paragone con l’arcobaleno, lo spettro dei colori viene riflesso dal pulviscolo atmosferico e dalla condensa, rendendo uno spettacolo che trova pari solo nell’aurora boreale. Questa si che è una EM! Altro che certe schifezze di adesso, che sembrano - più che un arcobaleno - stracci centrifugati, visti attraverso l’oblò di una lavatrice, quando va bene, quando cioè non sono piatti da far schifo o addizionati di cavendish per potenziare l’effetto latakico. Ultimo terzo: le sfumature dianzi indicate si fanno più discrete sul volgere, comincia ad avvertirsi un leggero gusto di biscotto. Alla fine rimane solo un pulviscolo di cenere bianca finissima, e si rimane sopraffatti, nel senso letterale del termine. La fumata del condannato a morte! Poco adatta comunque al neofita, che potrebbe rimanere perplesso di fronte a cotale e cotanta mistura. Possibili abbinamenti: talmente buono che mi verrebbe da suggerire nulla, per godersi appieno il tripudio di emozioni. Ma se proprio, i soliti torbati. Possibile accostamento con rum di qualità. Prezzo: in Ital... Read the whole post... |
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 | | Fatto non fui per esser messo al giogo, libero nacque l'animo mio e tal vuol rimanere. Giammai riconobbi padrone all'infuori di me stesso e alla nera signora liberatrice,
che non la temo purché fulminea, m'appello acciocché il guinzaglio tolga del padron iniquo e non richiesto, e senza catene mi tengo in ogni luogo
e in ogni istante a me più acconcio e come più mi garba. Di denari mi copro quanto basti per non chieder obolo ad alcuno.
E se a qualcuno non sta bene pur m'ammazzi in quest'istante se vi riesce e n'è capace, meco sfido il gran marrano
a memorabile tenzone. |
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 | | S: C'è da fare, e per quanto ti alzerai all'alba non sarà mai abbastanza presto.
E: Certo mio caro, ma nessuno è tenuto all'impossibile, e se proprio l'impossibile devo fare, la mia prestazione ti costerà di più... Non dimenticare peraltro che, sebbene tu mi sia capo, la schiavitù è finita da un pezzo e l'averti scelto come padrone è stato dettato da convenienza prima di tutto mia; tu stesso, a tua volta, mi hai scelto per la tua porca convenienza; ora, nel momento in cui il tornaconto dovesse venire a cessare sul mio versante, tanti cari saluti. Giammai ebbi padrone che non volessi avere, né tu mai avesti servo che non volesse porsi al tuo giogo dietro prezzo, ciò non dimenticar mai. Ora ti devo lasciare che il mio orario è scaduto e ho altro a cui pensare. |
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 | | Tu come mi stai, mia cara? Mi hanno detto che ti sei di recente liberata... Pensare che nemmeno sapevo che avevi una relazione, o forse, libera, hai folleggiato di gioia in gioia. Mi fa piacere comunque che tu mi abbia pensato.
Come sto io? Discretamente, apparte un certo "spleen"... un'insoddisfazione generalizzata riguardo la mia (non) vita sentimentale e sessuale. Da una parte non ho alcuna voglia di imbarcarmi in qualcosa di impegnativo, di investire troppo tempo e troppe energie emotive; insomma, potrei tutt'al più pensare ad una relazione non molto impegnata e non molto impegnativa, anche con obbligo implicito di fedeltà, volendo, a questo potrei essere disposto. Dall'altro lato, però, soffro in parte una solitudine in cui mi sono più o meno volontariamente e consapevolmente ritirato. Il fatto che molto spesso la sera non ho alcuna voglia di uscire e quindi mi brucio automaticamente la possibilità di fare incontri interessanti, ammesso e non concesso che se ne facciano qui nella capitale. Sono diventato tanto solerte e alacre nel lavoro quanto pigro e svogliato la sera. Fumo le mie pipe, scrivo, leggo, ascolto la mia musica, sono le uniche soddisfazioni di questo periodo, provo piacere solo in questo. Tutte queste mie elucubrazioni sono, del resto, conti senza l'oste, giacché "in mano" non ho assolutamente nulla, non donne appena conosciute cui far corte, né vecchie cui ripiegare... Limbo assoluto. Ripenso a certe mie serate spese nei night d'oltralpe, e sulle chat, e dunque è come non pensare a niente. Del resto anche noi ci siamo conosciuti lì, sebbene non ci siamo mai visti dal vivo, dunque in mezzo al nulla qualcos di buono salta sempre fuori, ma che fatica, ragazzi, scremare... un bel colpo fortunato proprio mai, qualcosa che possa diventare una pietra miliare in mezzo ad una strada senza riferimenti. Vabbeh, straparlo.
E il tempo è tiranno, scorre incessante e non so nemmeno più dire se velocemente o in modo incredibilmente lento. "Rimpiango", appunto, gli aspetti più mondani della mia vita passata, non già la mia vita passata, quand'ero preda succube dei demoni della mia nevrosi. Eppure, se mi proponessero un "eterno ritorno", se mi dicessero "tu questa vita la vivi e la vivrai mille volte ancora fino all'infinito, come un ciclo, un aspide che si morde la coda", direi di si con convinzione e con folle volontà affermatrice! Per il resto, mi sembra di guardare la vita dal finestrino di un treno ad alta velocità, tutto si sfuoca e nulla rimane, nemmeno un fotogramma impresso sulla retina.
Che umore elegiaco!
Kuessen, mein schatz.
Edited by orsonwelles - 30/1/2010, 17:31 |
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 | | Una sigaretta è il prototipo perfetto di un perfetto piacere. E' squisita e lascia insoddisfatti. Che cosa si puo' volere di più? (O.Wilde)
La sigaretta dà un piacere negativo, nel senso che si soffre quando non si fuma e non si gode quando si fuma. (G.Bozzini, La mia pipa) |
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 | | Aspetto: flake semi-smembrato di colore molto scuro con venature un poco più chiare ma non molto. Pastoso, se maneggiato sporca piacevolmente le dita, lasciando residui di polvere di tabacco. Contenuto dichiarato: virginia e latakia. Profumazione a crudo: intensa. sentori d’affumicato, torba, incenso e terra, sfumature che denotano la massiccia presenza di latakia. Caricamento: indicato sbriciolare ben bene e con cura la miscela prima di caricare. Valgono regole dei flake, meglio un caricamento un po’ lasco piuttosto che pressato, che tanto per pressare c’è sempre tempo. Viceversa il tiraggio sarebbe impossibile, come fumarsi una colata di cemento. Non essendo del tutto flake ma neanche del tutto sbriciolato è di fondamentale importanza non lasciare spazzi vuoti che altererebbero il gusto durante la fumata. Accensione: un poco impegnativa ma niente di trascendentale. Due tentativi. Giudizio: sulla scatola è indicato “a latakia lover’s dream”. Mai parole furono più vere. Le premesse a crudo mantengono le promesse. in fumata è intenso, corposo, pastoso, asciutto, fresco anche. Prevalgono all’inizio sfumature di terra e incenso; verso la metà il fumo si fa più pungente e ancora più pastoso, senza tuttavia pizzicare, poi man mano più acre, e prevale il gusto di torba... ultimo terzo, prevale il sentore di affumicato e torba. Possibili abbinamenti: Lagavulin, Laphroaig, Oban, Talisker, Bowmore e compagnia whisky-torbante, meglio se full proof, cioè non addizionati d'acqua. Rapporto qualità prezzo: costa, alla data in cui scrivo questa recensione, il listini AAMS lo danno ad € 14,70=. E prenderlo in Svizzera? Non conviene ugualmente, ho controllato sul sito della CaBianca e costa 21,00 CHF, l’equivalente approssimativo di € 13,85=. Come del resto per tutti i prodotti della linea CAO, non fa alcuna differenza prenderli in svizzera o in italia. I Sameul Gawith invece si. To sum up. Non per tutti i gusti e non per tutti i palati. Tabacco da “vecchi lupi di pipa”. Richiede insomma una certa esperienza di fumatore. EM della sottospecie “balkan”, chi gradisce questo potrebbe anche fumare il balkan flake di samuel gawith. Miscela molto azzeccata, tuttavia ritengo che ci sia qualcos’altro oltre il contenuto dichiarato di virginia e latakia. Forse per dare corpo, ma è solo una mia supposizione, è stato aggiunta una spolverata di Kentucky, anche per rendere la miscela meglio amalgamato nei suoi componenti: lo evinco dal fatto che al corpo un po' brodoso e incensoso ripico del latakia si aggiunge qualcosa in più e di diverso, il dianzi indicato sentore che ha a che fare, appunto, con la terra e e con la torba. Nonostante la massiccia presenza di virginia, in quantità paritetica al latakia, sic tradunt, la componente zuccherino alcolico è assente, o quanto meno non immediatamente avvertibile. Leggevo da qualche parte che la miscela in questione è il prodotto di particolare procedimento di fermentazion... Read the whole post... |
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 | | Le cose ci sopravvivranno: forse per questo vorremmo partecipare della stessa sostanza di cui sono fatte, immedesimarci nella loro immortalità, e come loro, talvolta, sentirci corpi insenzienti nello spazio al di là del tempo. |
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 | | Edited by orsonwelles - 30/1/2010, 17:30 |
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 | |  M: ho letto con grande attenzione quello che hai scritto. Sono un po' combattuto sul contenuto del tuo post... IO: Caro M, io non metto in discussione la bontà delle pipe che vendono, ma la vana e stupida tracotanza dei commessi, l'errata loro convinzione di essere gli unici a vendere pipe di pregio, quando, solo sulla piazza di Milano, ci sono Noli e lo stesso Lorenzi, sicuramente più bloasonati sotto ogni punto di vista, che ne vendono di gran lunga più belle e di pregiate, specie se vogliamo limitarci al discorso dunhill, uniche ad interessarmi al momento. Qui, in queste due realtà, mi trattano con un riguardo che nel tempo e con gli acquisti, ho la presunzione di dire, è sfociata in amicizia, quantomeno in confidenza... Evidentemente quelli de "Al Pascià" sono ignari di tutto questo. Mi viene quasi da rintracciare la ragione di tale inspiegabile vergognoso acido comportamento della vecchia signora dell'allegra famigliuola che gestisce la baracca, in questo: alla fine non sono altro che degli arricchiti maleducati; evidentemente possono permettersi il lusso di tenere immobilizzate decine, forse centinaia di migliaia di euro di pipe per diversi anni - come di fatto succede e il loro sito dimostra, visto che per la maggior parte vedo sempre le stesse più altre nuove che vanno ad aggiungersi communque alle "vecchie" - totalmente o fintamente ignari di qualsiasi regola del buon commercio e prima ancora dell'educazione. E così la cara dama del negozio Al Pascià - simpatica come un elettrodo pinzato sui coglioni e alimentato da un generatore a 10.000 Volts - può anche permettersi il lusso di mandare in giro i due figlioli per mesi interi a cazzeggiare per le terre di Danimarca a fare visita ai vari "pipemakers" a fare incetta di altre decine di migliaia di euro di pipe senza aver quasi venduto le pipe stoccate in negozio. Ogni tanto poi anche loro hanno il loro momento fortunato, e viene lo Zaffaroni di turno da infinocchiare coi loro specchietti per le allodole. Ma di Zaffaroni ne viene uno ogni cent'anni. Stolti, il mondo dei fumatori di pipa è un piccolo mondo, una realtà di nicchia e le voci girano anche a dispetto delle sponsorizzazioni palesi e occulte largamente dispensate su FLP. Va bene così, io in quella merda di negozio non ci metto più piede, almeno finché avrò vita. Gli altri facciano come vogliono... Chiaro? M: Chiarissimo. Edited by orsonwelles - 26/2/2010, 11:23 |
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